Norme UNI 11990 e tecnologie No-Dig: cosa devono sapere imprese e progettisti

Norme UNI 11990 e tecnologie No-Dig cosa devono sapere imprese e progettisti

Le tecnologie No-Dig, o trenchless, non sono più un tema di nicchia riservato a pochi cantieri specializzati. Oggi rappresentano una soluzione sempre più importante per realizzare, rinnovare e gestire infrastrutture interrate con minore impatto su traffico, ambiente, pavimentazioni e attività urbane.

In questo scenario, le norme UNI 11990 assumono un ruolo centrale perché introducono riferimenti tecnici italiani dedicati alle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale. Per imprese, progettisti, direzioni lavori, gestori di reti e stazioni appaltanti, conoscere queste norme significa lavorare con procedure più chiare, criteri condivisi e maggiore attenzione alla qualità dell’intervento.

Le nuove norme UNI 11990-1, UNI 11990-2 e UNI 11990-3 sono nate nell’ambito del Gruppo di Lavoro 04 “Trenchless Technologies” della Commissione UNI/CT 058 “Città, Comunità e Infrastrutture Sostenibili” e rappresentano l’evoluzione del percorso avviato con le prassi di riferimento della serie UNI/PdR 26.

Perché servono norme specifiche per il No-Dig

Le tecnologie No-Dig permettono di intervenire nel sottosuolo riducendo o eliminando gli scavi a cielo aperto. Possono essere utilizzate per posare nuove reti, sostituire condotte esistenti, risanare tubazioni, localizzare sottoservizi e realizzare attraversamenti complessi sotto strade, ferrovie, canali o aree urbanizzate.

Queste tecniche, però, richiedono competenze specifiche. Non basta scegliere una macchina o una metodologia: bisogna conoscere il terreno, mappare le reti esistenti, progettare il tracciato, definire i parametri di esecuzione, gestire i materiali, controllare la sicurezza e documentare correttamente l’intervento.

È qui che entra in gioco la normazione tecnica. Le norme aiutano a trasformare l’esperienza operativa in criteri condivisi, riducendo incertezze interpretative e migliorando il dialogo tra progettisti, imprese e committenti.

UNI descrive le tecnologie trenchless come soluzioni che consentono posa, risanamento o sostituzione di condotte e cavi sotterranei con scavi a cielo aperto minimi oppure nulli.

Cosa comprende la serie UNI 11990

La serie UNI 11990 riguarda le tecnologie di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale. Secondo IATT, dalla trasformazione delle UNI/PdR 26:2017 sono state pubblicate tre norme tecniche principali: UNI 11990-1, UNI 11990-2 e UNI 11990-3.

Le tre parti coprono ambiti diversi ma collegati tra loro:

  • UNI 11990-1: sistemi per la localizzazione e mappatura delle infrastrutture nel sottosuolo;
  • UNI 11990-2: posa di tubazioni a spinta mediante perforazioni orizzontali;
  • UNI 11990-3: sistemi di perforazione guidata, con particolare riferimento alla Trivellazione Orizzontale Controllata, o TOC.

Questa suddivisione è importante perché il No-Dig non riguarda una sola fase del cantiere. Comprende attività preliminari, progettuali, operative e di controllo. La qualità finale dell’opera dipende dall’integrazione di tutti questi momenti.

UNI 11990-1: localizzazione e mappatura dei sottoservizi

La UNI 11990-1:2025 è dedicata ai sistemi per la localizzazione e mappatura delle infrastrutture nel sottosuolo. È una parte fondamentale perché ogni intervento No-Dig parte da una domanda semplice ma decisiva: cosa c’è già sotto il terreno?

Secondo la scheda UNI, la norma fornisce una specificazione descrittiva delle modalità con cui localizzare e mappare in modo non distruttivo le infrastrutture presenti nel sottosuolo. Stabilisce inoltre raccomandazioni per chi è impegnato nell’individuazione, verifica e localizzazione di sottoservizi attivi, abbandonati o sconosciuti, sia in ambito urbano sia extraurbano.

Per imprese e progettisti, questo punto è essenziale. Una rete non individuata può generare danni, fermi cantiere, costi imprevisti e rischi per la sicurezza. La localizzazione non è quindi una formalità, ma una fase tecnica che incide direttamente sulla fattibilità dell’intervento.

Cosa cambia nella pratica

La mappatura dei sottoservizi deve diventare una parte strutturale del processo progettuale. Non dovrebbe essere svolta solo quando il cantiere è già aperto o quando emerge un problema, ma prima della definizione esecutiva del tracciato.

Una corretta applicazione della UNI 11990-1 aiuta a organizzare le indagini, definire il livello di affidabilità dei dati, ridurre l’incertezza e fornire agli operatori informazioni più utilizzabili in campo.

Tra le tecnologie e metodologie comunemente impiegate rientrano georadar, localizzatori elettromagnetici, rilievi topografici, analisi documentale, verifica delle mappe dei gestori e, quando necessario, saggi localizzati.

UNI 11990-2: posa di tubazioni a spinta

La UNI 11990-2 riguarda la posa di tubazioni a spinta mediante perforazioni orizzontali. È quindi rilevante per tecniche come pipe jacking, microtunnelling e sistemi di spinta utilizzati per installare tubazioni o camicie di protezione senza aprire una trincea continua.

IATT identifica questa parte come la norma dedicata alla posa di tubazioni a spinta mediante perforazioni orizzontali. Secondo fonti tecniche di settore, la UNI 11990-2 stabilisce requisiti minimi e raccomandazioni per progettazione, costruzione e installazione di tubazioni mediante sistemi di spinta e perforazione orizzontale, guidando la scelta delle tecniche in funzione delle condizioni geologiche, ambientali e delle caratteristiche delle condotte.

Questa tecnologia è spesso utilizzata quando servono precisione, controllo dell’avanzamento, diametri significativi o attraversamenti sotto infrastrutture sensibili.

Quando è utile la posa a spinta

La posa a spinta può essere adatta per attraversamenti stradali e ferroviari, reti fognarie, condotte idriche, camicie di protezione e opere in cui il tracciato è prevalentemente rettilineo.

Rispetto alla perforazione teleguidata, che consente tracciati curvilinei e viene spesso associata a tubazioni flessibili come il PEAD, la posa a spinta è scelta quando la geometria dell’opera, il diametro, il materiale o la precisione richiesta rendono preferibile un sistema di avanzamento più vincolato.

Per il progettista, la norma è utile perché aiuta a inquadrare gli elementi da valutare: terreno, spinta, lunghezza, diametro, camera di partenza, camera di arrivo, sicurezza, interferenze e controlli in corso d’opera.

UNI 11990-3: Trivellazione Orizzontale Controllatae controllo. Il successo dipende da diversi fattori: localizzazione dei sottoservizi, profilo di perforazione, caratteristiche geotecniche, scelta della macchina, diametro di alesatura, fluidi di perforazione, forze di tiro, raggi di curvatura e gestione dei materiali.

Una norma specifica aiuta a rendere più ordinato il processo. Per esempio, consente di distinguere meglio tra fase progettuale, fase di cantiere e fase di documentazione finale. Questo è utile sia per l’impresa, che deve eseguire il lavoro, sia per il committente, che deve valutare la qualità dell’intervento.

Cosa devono sapere i progettisti

Per i progettisti, le UNI 11990 rappresentano un cambio di approccio. Il No-Dig non dovrebbe essere considerato una scelta da valutare solo a cantiere già impostato, ma una possibilità progettuale da analizzare fin dalle prime fasi.

Questo significa integrare nel progetto:

  • indagini sui sottoservizi;
  • dati geologici e geotecnici;
  • analisi delle interferenze;
  • scelta motivata della tecnologia;
  • definizione delle aree di cantiere;
  • valutazione di diametri, materiali e raggi di curvatura;
  • gestione dei fluidi, quando previsti;
  • controlli e documentazione finale.

Una progettazione efficace non si limita a dire “si userà una tecnologia No-Dig”. Deve spiegare quale tecnologia, perché è adatta al contesto, quali condizioni devono essere rispettate e quali rischi devono essere gestiti.

Le norme UNI 11990 aiutano proprio a rendere più chiaro questo percorso, fornendo un linguaggio tecnico più uniforme tra progettista, impresa e committente.

Cosa devono sapere le imprese

Per le imprese, le norme UNI 11990 sono importanti perché rendono più esplicite le aspettative tecniche del mercato. Non si tratta solo di possedere macchinari adatti, ma di dimostrare competenza nell’esecuzione dell’intervento.

Un’impresa che opera nel No-Dig deve saper leggere il progetto, verificare le condizioni di cantiere, individuare criticità, proporre soluzioni compatibili, controllare i parametri operativi e documentare il lavoro eseguito.

Nel caso della TOC, ad esempio, l’impresa deve gestire foro pilota, alesatura, tiro della tubazione, fanghi di perforazione, controllo della traiettoria e sicurezza. Nel caso della posa a spinta, deve considerare spinta, stabilità del fronte, precisione del tracciato, camere operative e caratteristiche della tubazione.

Le norme non sostituiscono l’esperienza, ma aiutano a renderla verificabile e condivisa.

Perché le UNI 11990 sono utili anche per committenti e Pubbliche Amministrazioni

Le norme tecniche sono utili anche per chi affida o autorizza i lavori. Una stazione appaltante o un’amministrazione pubblica può usare riferimenti normativi chiari per impostare capitolati, valutare offerte, controllare l’esecuzione e ridurre ambiguità tra le parti.

Questo è particolarmente importante nei lavori in ambito urbano, dove gli interventi sulle reti interrate hanno effetti diretti su traffico, residenti, attività economiche e servizi pubblici.

Secondo quanto riportato da fonti di settore, la pubblicazione delle norme UNI 11990 fornisce un quadro di riferimento condiviso e stabile, utile a supportare la progettazione, semplificare i rapporti tra operatori, stazioni appaltanti e pubbliche amministrazioni, e favorire la qualità delle lavorazioni.

Collegamento con sostenibilità e sicurezza

Uno dei motivi per cui le tecnologie trenchless sono sempre più valorizzate è la loro capacità di ridurre l’impatto del cantiere. Meno scavi significa meno demolizioni, meno materiali di risulta, meno trasporti, meno ripristini e minori interferenze con la superficie.

Le norme UNI 11990 si inseriscono in questo contesto perché riguardano infrastrutture interrate a basso impatto ambientale. La standardizzazione contribuisce a rendere questi benefici più concreti, evitando che il No-Dig venga applicato in modo approssimativo o senza le necessarie verifiche preliminari.

La sicurezza è un altro punto centrale. Localizzare correttamente i sottoservizi riduce il rischio di colpire reti gas, elettriche, idriche o di telecomunicazione. Progettare correttamente una TOC o una posa a spinta riduce il rischio di incidenti, blocchi, cedimenti, interferenze e danni alle infrastrutture esistenti.

Errori da evitare nell’applicazione delle tecnologie No-Dig

Il primo errore è scegliere la tecnologia solo in base al prezzo. Un intervento No-Dig deve essere valutato considerando condizioni del terreno, diametro, lunghezza, vincoli, rischi e obiettivi dell’opera.

Il secondo errore è trascurare la fase preliminare. Senza mappatura dei sottoservizi e analisi del contesto, anche la tecnologia migliore può diventare rischiosa.

Il terzo errore è usare il No-Dig come soluzione “standard” senza adattarla al cantiere. Ogni intervento ha caratteristiche proprie: una perforazione sotto una strada urbana non è uguale a un attraversamento ferroviario o a una posa in area industriale.

Il quarto errore è non documentare correttamente l’opera realizzata. Le informazioni finali, come tracciato, profondità, materiali e punti di collegamento, sono essenziali per la manutenzione futura e per evitare che il sottosuolo resti una zona di incertezza.

Conclusione: le norme UNI 11990 rendono il No-Dig più progettuale e controllabile

Le norme UNI 11990 rappresentano un passaggio importante per il settore delle tecnologie No-Dig in Italia. Non introducono semplicemente nuovi documenti tecnici: contribuiscono a rendere più strutturato un modo di progettare e realizzare infrastrutture interrate.

Per i progettisti, significano criteri più chiari per scegliere e impostare le tecnologie trenchless. Per le imprese, significano maggiore attenzione a procedure, controlli e qualità esecutiva. Per i committenti e le Pubbliche Amministrazioni, significano riferimenti più solidi per affidare, verificare e gestire gli interventi.

Localizzazione dei sottoservizi, posa a spinta e Trivellazione Orizzontale Controllata sono tre ambiti diversi, ma collegati da un principio comune: intervenire nel sottosuolo con metodo, riducendo scavi, rischi e impatti.

In un settore in cui le reti interrate sono sempre più strategiche per acqua, energia, gas, fibra e servizi urbani, le UNI 11990 aiutano a portare il No-Dig da tecnologia specialistica a scelta progettuale moderna, sostenibile e tecnicamente governata.

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