Come preparare un cantiere di perforazione teleguidata: rilievi, permessi e fasi operative

Come preparare un cantiere di perforazione teleguidata rilievi, permessi e fasi operative

Preparare correttamente un cantiere di perforazione teleguidata è decisivo per la riuscita dell’intervento. La tecnologia, conosciuta anche come Trivellazione Orizzontale Controllata, TOC o Horizontal Directional Drilling, consente di posare tubazioni e cavidotti senza aprire una trincea continua lungo tutto il tracciato. Tuttavia, proprio perché lavora nel sottosuolo, richiede una fase preliminare molto accurata.

Un cantiere TOC non inizia quando arriva la macchina di perforazione. Inizia molto prima, con rilievi, analisi del contesto, localizzazione dei sottoservizi, verifica dei vincoli, progettazione del profilo, scelta dei materiali, gestione delle autorizzazioni e organizzazione delle aree di lavoro.

La qualità della preparazione incide su tutto: sicurezza, tempi, costi, precisione del tracciato, gestione dei fanghi, rischio di interferenze e qualità finale della posa. Non a caso, la norma UNI 11990-3, dedicata alla Trivellazione Orizzontale Controllata, viene indicata come riferimento per tutte le fasi di esecuzione di un progetto TOC, dalla fase preventiva alla gestione in corso d’opera e alla chiusura del cantiere.

Perché la preparazione del cantiere TOC è così importante

La perforazione teleguidata è una tecnologia molto efficace, ma non è una lavorazione da improvvisare. Durante l’intervento, la testa di perforazione segue un profilo progettato, passa sotto strade, ferrovie, canali, marciapiedi, aree verdi o infrastrutture esistenti, e consente poi il tiro della tubazione o dei cavidotti nel foro realizzato.

Se la fase preparatoria è carente, possono emergere problemi importanti: sottoservizi non individuati, raggi di curvatura non compatibili, spazi insufficienti per la macchina o per la tubazione, terreno non adatto, autorizzazioni incomplete, gestione inadeguata dei fluidi di perforazione o interferenze con traffico e attività vicine.

Al contrario, una preparazione accurata consente di valutare la fattibilità dell’intervento prima dell’avvio operativo, ridurre gli imprevisti e scegliere la soluzione più adatta al contesto. La TOC è una tecnologia trenchless che permette la posa di tubazioni in polietilene, acciaio o ghisa sferoidale per reti come acqua, fognature, energia e telecomunicazioni, ma la sua applicazione deve essere sempre coerente con il tracciato, il terreno e il tipo di infrastruttura da installare.

Primo passaggio: analisi dell’area di intervento

La preparazione comincia con lo studio dell’area. Prima di progettare il foro, bisogna capire dove si lavora, quali vincoli sono presenti e quali condizioni possono influenzare il cantiere.

L’analisi deve considerare la morfologia del sito, la presenza di strade, edifici, corsi d’acqua, ferrovie, marciapiedi, sottopassi, alberature, recinzioni, accessi privati e attività commerciali. In ambito urbano, va valutato anche lo spazio disponibile per posizionare la macchina, stoccare aste, predisporre vasche o sistemi per i fanghi e preparare la tubazione da tirare.

Nel caso di attraversamenti, l’analisi deve essere ancora più dettagliata. Una relazione tecnica relativa a un attraversamento mediante TOC evidenzia, ad esempio, la necessità di verificare geometria dell’intervento, angoli di ingresso e uscita, aree di lavoro e profondità di interramento rispetto al corso d’acqua attraversato.

Rilievo topografico e quote di progetto

Il rilievo topografico serve a definire con precisione quote, distanze, pendenze, punti di ingresso e uscita, ostacoli superficiali e riferimenti utili alla progettazione del tracciato.

In una perforazione teleguidata, pochi centimetri possono fare la differenza. Il profilo deve rispettare profondità minime, raggi di curvatura compatibili con aste e tubazione, distanze dai sottoservizi e vincoli dell’infrastruttura attraversata.

Il rilievo permette di costruire una sezione plano-altimetrica chiara, sulla quale progettare il percorso del foro pilota. Questo documento diventa poi una guida operativa per il cantiere, perché indica a quale profondità deve trovarsi la testa di perforazione nei diversi punti del tracciato.

Un errore nelle quote può portare a un tracciato troppo superficiale, troppo profondo o non compatibile con le condizioni reali. Per questo il rilievo non deve essere trattato come un adempimento formale, ma come una base tecnica essenziale.

Localizzazione dei sottoservizi esistenti

La localizzazione dei sottoservizi è una delle attività più importanti prima di una perforazione teleguidata. Il sottosuolo può contenere reti idriche, gas, fognature, cavi elettrici, fibra ottica, telecomunicazioni, drenaggi, vecchie condotte abbandonate o infrastrutture non documentate.

Prima di perforare, bisogna raccogliere planimetrie, dati dei gestori, rilievi esistenti e informazioni storiche. Tuttavia, le mappe non sono sempre sufficienti: possono essere incomplete, non aggiornate o prive di quote affidabili. Per questo, quando il contesto lo richiede, è necessario integrare la documentazione con indagini non distruttive, come georadar, cercaservizi elettromagnetici e saggi localizzati.

La UNI 11990-1:2025 riguarda proprio la localizzazione e mappatura non distruttiva delle infrastrutture presenti nel sottosuolo, comprese quelle attive, abbandonate o sconosciute, in ambito urbano ed extraurbano.

Una localizzazione accurata consente di definire distanze di sicurezza, scegliere il profilo più adatto e ridurre il rischio di danni. In un cantiere TOC, non sapere cosa c’è sotto significa aumentare in modo significativo il rischio tecnico e operativo.

Indagini geologiche e geotecniche

La natura del terreno condiziona direttamente la perforazione. Argille, limi, sabbie, ghiaie, terreni misti, trovanti e roccia richiedono approcci diversi. Cambiano la scelta della macchina, della testa di perforazione, degli alesatori, dei fluidi, della velocità di avanzamento e delle strategie di controllo.

Le indagini geologiche servono a comprendere la stratigrafia, la presenza di falda, la stabilità del foro, il rischio di franamenti, la presenza di materiali abrasivi e la possibile interferenza con corpi idrici o strutture esistenti.

Le funzioni dei fluidi di perforazione, ad esempio, dipendono molto dal terreno. Materiali tecnici sulla perforazione orizzontale controllata indicano tra le funzioni del fluido la sospensione e il trasporto del materiale scavato, la stabilità del foro, la riduzione degli attriti e il controllo delle condizioni di perforazione.

Senza una conoscenza adeguata del terreno, il progetto rischia di essere solo teorico. Una TOC ben preparata deve invece tenere conto delle condizioni reali che la testa di perforazione incontrerà durante l’avanzamento.

Progettazione del tracciato di perforazione

Una volta raccolti i dati preliminari, si passa alla progettazione del tracciato. Questa fase definisce il profilo che la perforazione dovrà seguire dal punto di ingresso al punto di uscita.

Il progetto deve considerare:

  • lunghezza dell’intervento;
  • profondità minima e massima;
  • angoli di ingresso e uscita;
  • raggi di curvatura;
  • diametro della tubazione o del fascio di cavidotti;
  • diametro finale di alesatura;
  • materiale della tubazione;
  • forze di tiro previste;
  • caratteristiche del terreno;
  • distanze dai sottoservizi;
  • spazi disponibili in cantiere.

La progettazione HDD viene descritta nella letteratura tecnica come un processo che richiede valutazione di fattibilità, definizione del tracciato, scelta del metodo e controllo delle condizioni che possono influenzare la posa. Una guida tecnica sul tema ricorda che l’HDD è un processo multistep per installare tubazioni, condotte e cavi lungo un percorso specificato, con minimo disturbo alle infrastrutture esistenti sopra e sotto la superficie.

Verifica di fattibilità tecnica

Non tutti i tracciati sono adatti alla perforazione teleguidata. Prima di avviare il cantiere, bisogna verificare che l’intervento sia effettivamente realizzabile con questa tecnologia.

La fattibilità dipende da molti fattori: lunghezza della tratta, diametro da installare, tipo di terreno, profondità, sottoservizi presenti, spazi di manovra, raggi di curvatura, aree di ingresso e uscita, possibilità di preparare la tubazione e gestione dei fanghi.

In alcuni casi, il No-Dig è la soluzione ideale. In altri, può essere necessario modificare il tracciato, ridurre la lunghezza della tratta, scegliere una tecnica diversa o prevedere una soluzione mista con scavi localizzati.

La verifica di fattibilità evita di scoprire i problemi quando la macchina è già in posizione. È una fase che tutela l’impresa, il committente e il risultato finale dell’opera.

Permessi, autorizzazioni e interferenze amministrative

La preparazione di un cantiere TOC include anche la gestione dei permessi. Gli adempimenti variano in base al tipo di intervento, al contesto e agli enti coinvolti.

Possono essere necessari permessi per occupazione suolo pubblico, ordinanze per modifica della viabilità, autorizzazioni da parte del Comune, nulla osta dei gestori delle infrastrutture attraversate, autorizzazioni idrauliche in caso di canali o corsi d’acqua, pareri ambientali, autorizzazioni ferroviarie o stradali, e coordinamento con i gestori dei sottoservizi.

Nel caso di attraversamenti ferroviari, stradali o idraulici, la fase autorizzativa può essere più lunga e richiedere elaborati tecnici specifici. La relazione di progetto deve dimostrare che la perforazione rispetta profondità, distanze, sicurezza e prescrizioni dell’ente competente.

Un errore frequente è considerare i permessi come un passaggio separato dalla progettazione. In realtà, vincoli autorizzativi e progetto tecnico devono procedere insieme: una prescrizione dell’ente può modificare profondità, tracciato, area di lavoro o modalità esecutiva.

Organizzazione delle aree di cantiere

La logistica è un altro elemento decisivo. Prima dell’arrivo della macchina, bisogna stabilire dove posizionare l’unità di perforazione, dove stoccare le aste, dove collocare vasche o sistemi di gestione dei fluidi, dove predisporre la tubazione da tirare e come garantire accessi sicuri per operatori e mezzi.

In città, lo spazio è spesso il vincolo principale. La macchina può richiedere un’area relativamente contenuta, ma la tubazione da tirare può avere bisogno di un corridoio rettilineo o comunque compatibile con il materiale e il raggio di curvatura. Per tubazioni in PEAD saldate in superficie, ad esempio, bisogna prevedere lo spazio per la colonna di tubo prima del tiro.

Anche l’area di uscita deve essere organizzata con attenzione, perché qui avvengono operazioni come recupero della testa, montaggio dell’alesatore, gestione dei ritorni di fluido e collegamento della tubazione.

Un cantiere ben organizzato riduce tempi morti, interferenze e rischi per la sicurezza.

Gestione dei fluidi di perforazione e dei materiali di risulta

I fluidi di perforazione sono fondamentali nella TOC. Servono a raffreddare gli utensili, lubrificare, stabilizzare il foro, trasportare all’esterno il materiale scavato e ridurre gli attriti durante alesatura e tiro.

La gestione dei fluidi deve essere pianificata prima dell’avvio. Bisogna valutare quantità necessarie, approvvigionamento d’acqua, eventuale riciclo, raccolta dei ritorni, trasporto e smaltimento dei materiali di risulta.

Fonti tecniche di settore indicano che la gestione dei fluidi in un cantiere HDD include riciclo dei fluidi, trasporto tra cantieri e smaltimento dei materiali di scavo; il fluido aiuta inoltre a raffreddare l’utensile, mantenere libero il foro rimuovendo i cuttings e creare un filtro di stabilizzazione.

Trascurare questo aspetto può generare problemi operativi e ambientali. In particolare, in prossimità di canali, corsi d’acqua o aree sensibili, va valutato il rischio di fuoriuscite indesiderate di fluido e predisposte misure di controllo.

Sicurezza del cantiere e gestione delle interferenze

La sicurezza deve essere integrata in tutte le fasi. Un cantiere di perforazione teleguidata coinvolge macchinari, aste in rotazione, fanghi, tubazioni in tiro, mezzi di sollevamento, scavi localizzati e possibili interferenze con traffico o pedoni.

Prima dell’avvio bisogna definire perimetrazione, segnaletica, viabilità interna, dispositivi di protezione, procedure di comunicazione tra operatori, gestione delle emergenze e controllo degli accessi.

Nei cantieri urbani, va prestata particolare attenzione al rapporto con l’ambiente esterno: passaggi pedonali, accessi privati, attività commerciali, mezzi pubblici, scuole, aree residenziali e traffico veicolare.

La sicurezza non riguarda solo gli operatori. Riguarda anche cittadini, reti esistenti e infrastrutture attraversate. Per questo la preparazione del cantiere deve includere briefing operativi, verifica delle planimetrie, marcature a terra e controllo quotidiano delle condizioni di lavoro.

Le fasi operative della perforazione teleguidata

Dopo la preparazione, il cantiere entra nella fase esecutiva. Le principali fasi operative sono tre: foro pilota, alesatura e tiro della tubazione.

Foro pilota

Il foro pilota è la prima perforazione lungo il tracciato progettato. La testa di perforazione viene guidata e controllata per seguire il profilo plano-altimetrico previsto.

Durante questa fase, gli operatori monitorano posizione, profondità, inclinazione e direzione. La precisione del foro pilota è essenziale: se il tracciato non è corretto, anche alesatura e tiro diventano più complessi.

Alesatura

Completato il foro pilota, si monta un alesatore per allargare progressivamente il foro fino al diametro necessario. L’alesatura può richiedere una o più passate, in base a diametro, lunghezza e terreno.

Questa fase serve a creare lo spazio per la tubazione, favorire la circolazione dei fluidi e ridurre le forze di tiro. Una cattiva alesatura può causare blocchi, attriti e difficoltà nel pullback.

Tiro della tubazione

La tubazione viene collegata al sistema di tiro e trascinata nel foro. La fase richiede controllo della trazione, continuità operativa, corretta lubrificazione e monitoraggio dei parametri macchina.

Le descrizioni tecniche della TOC indicano generalmente un processo basato su foro pilota di piccolo diametro lungo un profilo prestabilito, seguito dalle fasi necessarie alla posa della tubazione senza scavo a cielo aperto.

Controlli durante l’esecuzione

Durante il cantiere, è necessario controllare continuamente parametri e condizioni operative. Tra gli elementi più importanti ci sono:

  • posizione della testa di perforazione;
  • profondità rispetto al profilo previsto;
  • pressione e portata dei fluidi;
  • ritorni di fango;
  • coppia e spinta;
  • forze di tiro;
  • velocità di avanzamento;
  • condizioni dell’area di ingresso e uscita;
  • eventuali anomalie superficiali.

Il controllo serve a intercettare problemi prima che diventino critici. Se emergono anomalie, come perdita di ritorni, aumento anomalo delle pressioni, deviazioni del tracciato o interferenze impreviste, è necessario fermarsi e valutare.

La perforazione teleguidata è una tecnologia controllata, ma il controllo deve essere attivo e continuo.

Chiusura del cantiere e documentazione finale

La preparazione di un buon cantiere non finisce con il tiro della tubazione. La fase finale comprende verifiche, collegamenti, pulizia delle aree, ripristini, gestione dei materiali residui e documentazione dell’opera realizzata.

La documentazione finale dovrebbe includere il tracciato effettivo, le profondità, i materiali installati, eventuali variazioni rispetto al progetto, fotografie, rilievi as-built, prove o controlli richiesti e dati utili per future manutenzioni.

Questo passaggio è fondamentale perché ogni nuova infrastruttura interrata diventa a sua volta un sottoservizio da conoscere e gestire. Se non viene correttamente registrata, il problema si ripresenterà nei cantieri futuri.

Errori da evitare nella preparazione di un cantiere TOC

Il primo errore è partire senza una mappatura affidabile dei sottoservizi. La perforazione lavora nel sottosuolo e non può basarsi su ipotesi generiche.

Il secondo errore è sottovalutare il terreno. Una stratigrafia non conosciuta può rendere inadatti utensili, fluidi o parametri scelti.

Il terzo errore è non verificare gli spazi di cantiere. Una perforazione può essere tecnicamente fattibile, ma logisticamente complessa se non c’è spazio per macchina, tubazione, mezzi e sistemi di gestione dei fanghi.

Il quarto errore è rimandare i permessi. Le autorizzazioni possono incidere su tempi, modalità operative e prescrizioni tecniche.

Il quinto errore è considerare il No-Dig una soluzione standard. Ogni perforazione teleguidata deve essere progettata sul contesto reale, non replicata automaticamente da un cantiere precedente.

Conclusione: un cantiere TOC riuscito nasce prima della perforazione

Preparare un cantiere di perforazione teleguidata significa trasformare un intervento complesso in un processo controllato. Rilievi, indagini, localizzazione dei sottoservizi, permessi, progettazione del tracciato, logistica, sicurezza e gestione dei fluidi sono parti dello stesso sistema.

La TOC permette di posare tubazioni e cavidotti riducendo scavi, ripristini e disagi, ma i suoi vantaggi emergono davvero solo quando il cantiere è progettato con metodo. Una macchina efficiente e operatori esperti sono fondamentali, ma devono lavorare su dati affidabili e su un piano operativo chiaro.

In un settore in cui le reti interrate sono sempre più dense e strategiche, la preparazione non è una fase preliminare da abbreviare: è la condizione che determina sicurezza, qualità e successo dell’intervento.

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