Parlare di cantiere sostenibile non significa soltanto utilizzare materiali migliori o rispettare le prescrizioni ambientali. Significa progettare e realizzare le opere riducendo l’impatto complessivo su territorio, persone, traffico, aria, rumore, risorse e infrastrutture esistenti.
Nel campo delle reti interrate, le tecnologie No-Dig, o trenchless, rappresentano uno degli strumenti più efficaci per rendere i cantieri meno invasivi. Acquedotti, fognature, reti gas, fibra ottica, cavidotti elettrici e condotte di servizio possono essere posati, rinnovati o risanati riducendo fortemente gli scavi a cielo aperto.
Il principio è semplice: invece di aprire una trincea continua lungo tutto il tracciato, si lavora nel sottosuolo attraverso punti di accesso localizzati, camere di spinta, pozzetti, fori pilota, sistemi di risanamento interno o tecniche di sostituzione controllata. UNI descrive le tecnologie trenchless come soluzioni che consentono posa, risanamento o sostituzione di condotte e cavi sotterranei con scavi a cielo aperto minimi oppure nulli.
Cosa significa cantiere sostenibile nelle infrastrutture interrate
Un cantiere infrastrutturale tradizionale genera impatti su più livelli. C’è l’impatto diretto dello scavo: demolizione della pavimentazione, movimentazione del terreno, produzione di materiale di risulta, uso di mezzi meccanici, trasporto, rinterro e ripristino.
C’è poi l’impatto indiretto: traffico deviato, aumento dei tempi di percorrenza, rumore, polveri, perdita di parcheggi, difficoltà di accesso per residenti e negozi, interferenze con il trasporto pubblico e possibili danni a sottoservizi esistenti.
Un cantiere sostenibile cerca di ridurre tutti questi effetti. Non valuta soltanto il costo immediato dell’opera, ma anche i costi ambientali e sociali. Nel caso delle reti interrate, il No-Dig aiuta proprio perché limita l’estensione fisica dell’intervento in superficie.
IATT definisce le tecnologie No-Dig come tecnologie a basso impatto ambientale, alternative allo scavo tradizionale, adatte sia alla posa sia al risanamento di infrastrutture esistenti, meno invasive soprattutto in termini di disagio sociale e degrado della pavimentazione stradale.
Perché lo scavo tradizionale ha un impatto elevato
Lo scavo tradizionale è ancora necessario in molti casi, ma presenta limiti evidenti quando viene applicato in contesti urbani, strade trafficate, centri storici, aree industriali o zone ambientalmente sensibili.
Per posare una tubazione o un cavidotto con metodo tradizionale bisogna tagliare la pavimentazione, scavare, proteggere le pareti della trincea, gestire il materiale estratto, posare il tubo, rinterrare, compattare e ripristinare. Ogni fase richiede mezzi, energia, tempi e spazio.
In una strada urbana questo significa spesso restringere la carreggiata, deviare il traffico, limitare l’accesso ai marciapiedi, occupare aree di sosta e generare rumore per giorni o settimane. In un centro storico può significare rimuovere pavimentazioni pregiate. In un’area industriale può interferire con la logistica interna. In prossimità di alberature può danneggiare radici e suolo.
Le tecnologie No-Dig non eliminano ogni impatto, ma riducono la quantità di superficie da aprire e quindi molte delle conseguenze associate allo scavo continuo.
Come il No-Dig riduce il traffico e le interferenze urbane
Uno dei benefici più immediati delle tecnologie No-Dig è la riduzione dell’occupazione del suolo. Un cantiere più compatto significa meno corsie chiuse, meno deviazioni, meno transenne e minori limitazioni per pedoni, ciclisti, residenti, mezzi pubblici e attività commerciali.
Questo è particolarmente evidente negli attraversamenti stradali. Con lo scavo tradizionale, attraversare una carreggiata può richiedere il taglio dell’asfalto e la gestione temporanea del traffico. Con la perforazione teleguidata, invece, è possibile passare sotto la strada partendo da un’area laterale e arrivando dall’altra parte, senza aprire una trincea sull’intera carreggiata.
Il beneficio non riguarda solo gli automobilisti. Meno traffico congestionato significa anche meno consumi e minori emissioni generate dai veicoli in coda. ISTT evidenzia che la costruzione trenchless può contribuire a minori emissioni di carbonio grazie a meno congestione durante i lavori, tempi di cantiere più brevi e minore trasporto di materiali di scavo e riempimento.
Riduzione del rumore: un vantaggio per cittadini e attività
Il rumore è uno degli impatti più percepiti nei cantieri urbani. Taglio dell’asfalto, demolizioni, escavatori, camion, compattatori e ripristini generano disturbo continuo, soprattutto in aree residenziali, commerciali, scolastiche, ospedaliere o turistiche.
Le tecnologie No-Dig riducono molte lavorazioni rumorose associate allo scavo esteso. Non significa che il cantiere sia silenzioso: macchine di perforazione, pompe, mezzi di supporto e attrezzature producono comunque rumore. Tuttavia, la durata e l’estensione delle attività superficiali possono essere inferiori.
La differenza è particolarmente importante nei centri abitati. Un cantiere che occupa pochi punti localizzati e lavora prevalentemente nel sottosuolo può essere gestito con minori interferenze rispetto a una trincea aperta lungo tutta la strada.
Nei centri storici e nelle vie commerciali, ridurre rumore e durata delle interferenze può avere un valore economico e sociale significativo: significa rendere più accessibili negozi, ristoranti, abitazioni, uffici e servizi.
Meno materiali di risulta e meno trasporti
Ogni metro di scavo produce materiale da gestire. Il terreno estratto deve essere accumulato, caratterizzato quando necessario, trasportato, riutilizzato o smaltito. Inoltre, lo scavo richiede materiali di riempimento, sottofondi, asfalto, pavimentazioni e ripristini.
Le tecnologie No-Dig riducono la quantità di terreno movimentato perché limitano gli scavi ai punti necessari. Questo comporta diversi vantaggi:
- meno materiale di risulta;
- meno camion in ingresso e uscita dal cantiere;
- meno consumo di carburante;
- meno polvere;
- meno necessità di aree di stoccaggio;
- meno materiali per ripristini superficiali.
Uno studio comparativo pubblicato su Resources ha rilevato, in uno specifico caso analizzato, una riduzione del 59,2% delle emissioni di CO₂ utilizzando una tecnologia trenchless rispetto a una tecnologia con scavo. Il dato non va generalizzato automaticamente a ogni cantiere, ma mostra quanto la riduzione di scavi, trasporti e lavorazioni accessorie possa incidere sul bilancio ambientale.
Meno ripristini significa meno consumo di risorse
Il ripristino stradale è una fase spesso sottovalutata, ma incide molto sull’impatto complessivo del cantiere. Ogni scavo richiede il rifacimento della superficie: asfalto, marciapiede, basolato, pavimentazione industriale, aree verdi o superfici speciali.
Ridurre lo scavo significa ridurre anche i ripristini. Questo è importante per tre motivi.
Il primo è ambientale: servono meno materiali nuovi, meno conglomerati bituminosi, meno trasporti e meno energia.
Il secondo è economico: i ripristini possono incidere molto sui costi, soprattutto in aree urbane, centri storici o pavimentazioni pregiate.
Il terzo è qualitativo: ogni taglio stradale può diventare nel tempo un punto debole, con possibili cedimenti, avvallamenti o discontinuità della superficie.
Il No-Dig riduce il numero e l’estensione delle superfici alterate. Nei centri storici, questo significa anche maggiore tutela di pavimentazioni in pietra, selciati, basolati e materiali tradizionali.
Tecnologie No-Dig e sostenibilità ambientale
Le tecnologie No-Dig contribuiscono alla sostenibilità ambientale perché agiscono su diverse fonti di impatto: scavo, mezzi, materiali, ripristini, traffico e interferenze con il suolo.
Le tecniche trenchless possono essere utilizzate per nuove pose, sostituzioni, risanamenti e indagini. Tra le più diffuse rientrano perforazione teleguidata, posa a spinta, microtunnelling, pipe bursting, relining, CIPP, videoispezioni e localizzazione dei sottoservizi.
Il vantaggio ambientale varia in base alla tecnologia e al cantiere. Una perforazione teleguidata per attraversare una strada avrà benefici diversi rispetto a un risanamento interno di una fognatura o a una sostituzione con pipe bursting. Tuttavia, il principio comune è lo stesso: limitare le demolizioni e lavorare il più possibile in modo mirato.
Secondo ISTT, tra i vantaggi del trenchless rientrano minori emissioni legate all’uso ridotto di attrezzature emissive, meno congestione, tempi più brevi e minore trasporto di materiali di scavo e riempimento.
Sostenibilità sociale: meno disagi per chi vive la città
La sostenibilità non è solo ambientale. È anche sociale. Un cantiere può essere tecnicamente corretto ma molto impattante per chi abita, lavora o si sposta nella zona interessata.
Il No-Dig riduce i disagi perché limita l’occupazione della superficie e consente di mantenere più facilmente accessi, percorsi pedonali, transito locale e attività economiche. Questo è importante in molti contesti:
- strade commerciali;
- quartieri residenziali;
- centri storici;
- aree scolastiche;
- ospedali;
- zone industriali;
- assi viari principali;
- aree turistiche.
IATT sottolinea che la convenienza delle tecnologie a basso impatto diventa più evidente quando nella valutazione complessiva dei costi si considerano anche i costi sociali.
Questo punto è centrale. Un cantiere non produce solo costi per chi lo realizza, ma anche per la collettività: tempi persi nel traffico, attività penalizzate, maggiore rumore, difficoltà di accesso e degrado temporaneo dello spazio urbano.
Sostenibilità economica: guardare oltre il costo diretto
Un errore frequente è confrontare No-Dig e scavo tradizionale guardando solo al costo diretto della lavorazione. In realtà, la valutazione dovrebbe considerare il costo complessivo dell’intervento.
Lo scavo tradizionale può sembrare più economico in alcune condizioni, ma può diventare meno conveniente se si aggiungono ripristini, gestione del traffico, trasporto dei materiali, tempi autorizzativi, interruzioni di attività, occupazione di suolo pubblico e rischio di danni ai sottoservizi.
Il No-Dig può avere un costo tecnico specifico più elevato in alcune fasi, ma ridurre molte voci indirette. Questo vale soprattutto in contesti urbani complessi, attraversamenti, centri storici, aree industriali e infrastrutture sensibili.
Un cantiere sostenibile, quindi, non è necessariamente quello che costa meno in appalto. È quello che produce il miglior equilibrio tra costo, qualità, durata, sicurezza, impatto ambientale e impatto sociale.
Il ruolo della progettazione nella sostenibilità del cantiere
Le tecnologie No-Dig non rendono automaticamente sostenibile un cantiere. La sostenibilità dipende dalla progettazione.
Prima di scegliere una tecnologia, bisogna valutare:
- obiettivo dell’intervento;
- reti esistenti;
- condizioni del terreno;
- profondità e diametri;
- vincoli autorizzativi;
- spazi disponibili;
- gestione dei materiali;
- traffico e accessi;
- impatto su residenti e attività;
- durata prevista;
- possibilità di ridurre scavi e ripristini;
- documentazione finale.
Una scelta sbagliata può annullare i vantaggi. Per esempio, una perforazione teleguidata non adeguata al terreno può generare blocchi, scavi di emergenza o tempi superiori al previsto. Un risanamento interno non compatibile con lo stato della condotta può produrre risultati non duraturi. Una mappatura incompleta dei sottoservizi può causare danni e sospensioni.
La sostenibilità non nasce dalla sola tecnologia, ma dall’integrazione tra dati, progetto, competenza e controllo operativo.
Localizzazione dei sottoservizi: meno danni, meno sprechi
Un cantiere sostenibile deve evitare danni alle reti esistenti. Colpire una condotta gas, un cavo elettrico, una fibra o una rete idrica significa generare emergenze, riparazioni, sprechi, interruzioni di servizio e costi aggiuntivi.
Per questo la localizzazione dei sottoservizi è una fase fondamentale. Prima di scavare o perforare, è necessario conoscere cosa si trova nel sottosuolo. La UNI 11990-1:2025 riguarda proprio la localizzazione e mappatura non distruttiva delle infrastrutture presenti nel sottosuolo, comprese quelle attive, abbandonate o sconosciute.
La conoscenza del sottosuolo riduce il rischio di imprevisti e consente di scegliere tracciati più sicuri. Questo migliora la sostenibilità perché evita lavorazioni correttive, materiali sprecati, ritardi e danni a servizi essenziali.
No-Dig e cantieri nei centri storici
Nei centri storici, il concetto di cantiere sostenibile assume un significato ancora più ampio. Non si tratta solo di ridurre emissioni o materiali, ma anche di tutelare il patrimonio urbano.
Scavare in una via storica può significare rimuovere pavimentazioni pregiate, interferire con edifici antichi, limitare il turismo, ostacolare attività commerciali e aumentare il rischio di intercettare sottoservizi stratificati o reperti.
Le tecnologie No-Dig aiutano perché riducono l’estensione dello scavo e quindi il numero di superfici da demolire e ripristinare. Questo consente di intervenire su reti idriche, fognarie, elettriche o di telecomunicazione con maggiore attenzione al contesto.
In questi casi, il vantaggio non è solo tecnico. È culturale, urbano e sociale.
No-Dig e aree verdi: meno interferenze con suolo e radici
Un altro ambito in cui il No-Dig può contribuire alla sostenibilità è la tutela delle aree verdi. Gli scavi tradizionali possono danneggiare radici, alterare il suolo, compattare il terreno e compromettere la stabilità o la salute degli alberi.
ISTT segnala che gli scavi in trincea attraverso le zone radicali possono danneggiare severamente gli alberi, interferendo con l’assorbimento di acqua e nutrienti e potenzialmente con la stabilità.
Quando tecnicamente possibile, una tecnologia trenchless può permettere di attraversare aree verdi o zone alberate riducendo il taglio diretto del terreno in superficie. Naturalmente, anche in questo caso servono progettazione e verifiche: profondità, tipo di terreno, specie arboree, apparati radicali e vincoli ambientali devono essere valutati con attenzione.
Tecnologie No-Dig più utili per cantieri sostenibili
Diverse tecnologie No-Dig possono contribuire a rendere un cantiere più sostenibile, in base al tipo di intervento.
Perforazione teleguidata
La perforazione teleguidata è utile per posare nuove tubazioni o cavidotti senza aprire trincee continue. È particolarmente efficace per attraversamenti sotto strade, ferrovie, canali, rotatorie, piazzali e aree pavimentate.
Riduce l’impatto superficiale, ma richiede progettazione accurata, gestione dei fluidi di perforazione e controllo del tracciato.
Pipe bursting
Il pipe bursting consente di sostituire una condotta esistente rompendo la vecchia tubazione e tirando una nuova condotta al suo posto. È utile quando si vuole rinnovare una rete lungo il tracciato esistente riducendo gli scavi.
Può essere impiegato per reti idriche, fognarie o altri servizi, quando le condizioni tecniche lo consentono.
Relining e CIPP
Relining e CIPP permettono di risanare condotte dall’interno, utilizzando accessi localizzati. Sono particolarmente utili per fognature, collettori, condotte esistenti e reti che possono essere recuperate senza sostituzione completa.
Il vantaggio ambientale è evidente: si evita di demolire la superficie lungo tutto il tracciato e si prolunga la vita utile dell’infrastruttura.
Posa a spinta e microtunnelling
La posa a spinta e il microtunnelling sono utili per attraversamenti e installazioni dove servono precisione, controllo e diametri anche importanti. Possono ridurre l’impatto rispetto allo scavo tradizionale, soprattutto sotto infrastrutture sensibili.
Come misurare la sostenibilità di un cantiere No-Dig
Per valutare la sostenibilità di un intervento non basta dire che è “senza scavo”. Bisogna misurare o almeno stimare gli effetti concreti rispetto all’alternativa tradizionale.
Gli indicatori più utili possono essere:
- metri lineari di scavo evitati;
- volume di terreno non movimentato;
- numero di camion evitati;
- superficie di pavimentazione non demolita;
- riduzione dei giorni di occupazione stradale;
- riduzione delle deviazioni di traffico;
- quantità di materiali di ripristino non utilizzati;
- minori emissioni stimate;
- minori interferenze con attività e residenti;
- riduzione dei rischi per sottoservizi esistenti.
Questi dati aiutano imprese, progettisti e committenti a valutare il beneficio reale della tecnologia e a comunicare meglio il valore dell’intervento.
Errori da evitare quando si parla di cantiere sostenibile
Il primo errore è considerare sostenibile un cantiere solo perché utilizza una tecnologia No-Dig. La tecnologia è uno strumento, non una garanzia. Se progettata male, può generare imprevisti e perdere parte dei suoi benefici.
Il secondo errore è ignorare i costi sociali. Traffico, rumore, accessibilità e disagio per cittadini e attività devono entrare nella valutazione complessiva.
Il terzo errore è non confrontare alternative. In alcuni casi lo scavo tradizionale può essere adeguato; in altri il No-Dig offre vantaggi evidenti. La scelta deve essere motivata.
Il quarto errore è trascurare la documentazione finale. Una rete non mappata correttamente crea problemi nei cantieri futuri, aumentando il rischio di nuovi scavi, danni e sprechi.
Il quinto errore è non gestire correttamente materiali e fluidi. Anche un cantiere No-Dig deve prevedere procedure adeguate per raccolta, trasporto, riutilizzo o smaltimento secondo le norme applicabili.
Conclusione: il No-Dig rende il cantiere più leggero, ma serve progettazione
Le tecnologie No-Dig offrono un contributo concreto alla sostenibilità dei cantieri infrastrutturali. Riducendo gli scavi a cielo aperto, permettono di limitare traffico, rumore, materiali di risulta, trasporti, ripristini e disagi per cittadini e attività.
Il loro valore è particolarmente evidente nei contesti urbani, nei centri storici, negli attraversamenti, nelle aree industriali e in tutti quei casi in cui lo scavo tradizionale avrebbe un impatto elevato. Meno superficie demolita significa meno risorse consumate, meno emissioni, meno interferenze e maggiore tutela del territorio.
La sostenibilità, però, non nasce automaticamente. Richiede indagini preliminari, localizzazione dei sottoservizi, scelta corretta della tecnologia, progettazione accurata, gestione responsabile dei materiali e documentazione finale.
Un cantiere sostenibile non è solo un cantiere che scava meno. È un cantiere che usa meglio le informazioni, riduce ciò che non serve demolire, protegge le reti esistenti e realizza infrastrutture moderne con minore impatto su ambiente, città e persone.


